Circa i templi dedicati ad Apollonio, che, dovevano essere tanti, tenuto presente il fatto che era un personaggio molto importante e anche venerato come un dio, pure da imperatori, ci sono le seguenti notizie:
” Si dice che abbia visto la luce in un prato, accanto al quale ora si leva il tempio in suo onore … ”
(Filostrato, Vita di Apollonio di Tiana, trad. Dario Del Corno, Milano, 1978, p.65).
” Il suo tempio a Tiana ha prerogative regali, poiché gli imperatori non vollero negargli quei medesimi onori, di cui si ritenevano degni. ”
(Ibidem, p.397).
L’imperatore romano, Aureliano, che assedia Tyana medita di raderla al suolo ma in sogno vede Apollonio che lo ammonisce di non distruggere Tyana. Aureliano quando si sveglia si ricorda subito di lui perché conosce molto bene questo sapiente, vissuto in passato, filosofo, amico degli dei, avendone visto le statue in molti templi. Quindi quando conquista la città non solo non la distrugge ma la ricostruisce ed innalza anche un tempio in in suo onore.
(Historia Augusta, Vita Aureliani, 22,5 -25,1)
(“Introduzione” di Dario Del Corno”, “Vita di Apollonio di Tiana”, pp.35, 36, 38).
” … gli imperatori del III sec. d.C., Caracalla e Aureliano, gli dedicarono statue e un tempio, e Alessandro Severo collocò una sua immagine nel “Lararium” del suo sontuoso palazzo assieme ai ritratti di Alessandro Magno, di Cristo, di Abramo e Orfeo.
(CE.VE.S.C.O., Missione Archeologica a Tyana in Cappadocia / Turchia, Venezia, 2001, p. 23.)
(Historia Augusta, Alessandro Severo).