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Profeta della libertà (mancato per il giubileo)

 

Ecco l’articolo del Prof. Tanış su Apollonio di Tyana che, purtroppo, un giornale italiano non ha, chissà perchè, voluto pubblicare:

    1. Dio e profeti.
      Dio, onnipotente e onnisciente, crea tutto tra cui anche l’essere umano. Ma poi si ricorda di aver dimenticato o di non aver previsto qualcosa. E quindi, per rimediare, ogni tanto, incarica l’arcangelo Gabriele di portare il suo messaggio supplementare alla persona prescelta, chiamato profeta.
    2. Poste divine carenti.
      Eppure capita a volte anche all’angelo postino di sbagliare il destinatario.
      Il caso più clamoroso sarebbe quello di Alì (il genero di Maometto). Infatti, secondo certi sciiti, Alì era tanto giusto quanto Maometto ma il messaggero divino ha sbagliato o l’indirizzo o la persona recapitando il mandato di Dio, non a Alì ma, a Maometto (**) (e quindi al suocero)(una volta tanto non c’entrano nè la suocera nè la nuora)! E così Alì ci rimise il posto (o la poltrona) di profeta per colpa dell’angelo distratto o disattento!
    3. Partiti vincenti.
      Anche Apollonio di Tiana è stato sfortunato, non per un disguito o inefficienza delle poste divine ma perchè, a detta di un contadino anatolico, guarda caso anche lui proprio tianeo, mentre avevano vinto la gara i partiti che sostenevano Mosè), G(esù), M(aometto), ha perso il partito che appoggiava la candidatura di Apollonio! Tra i suoi sostenitori c’era nientemeno che la casa imperiale romana del II. sec. d.C., con Giulia Domna e suo marito (imperatore Settimio Severo) che si battevano per sponsorizzarlo ma non ce l’anno fatta. Se ci fossero riusciti, forse oggi si sarebbe dovuto celebrare il Giubileo del Duemila, non solo per Gesù Cristo ma almeno anche per Apollonio! Peccato perchè, in mancanza di una profetessa, per pari opportunità, poi, Apollonio di Tiana, sarebbe divenuto profeta grazie all’appoggio soprattutto di una donna (anche se era temibile)!
    4. Requisiti per diventare profeti.
      Apollonio di Tiana aveva un’ottima preparazione e tutti i requisiti fondamentali per laurearsi come profeta. Vantava una nascita miracolosa come tutti i candidati profeti. Era alto, bello (anche da vecchio), portava lunghe le chiome (dimostrazione di virile coraggio, che però gli impedì l’inserimento nel novero dei “sapienti calvi”), dalla sua figura pareva che spirasse quasi una suggestione divina, era un bravissimo oratore! Aveva fatto ben 21 miracoli (predisse a Vespasiano persino la nascita di Cristo da una vergine di nome Maria annunciando il regno di Cristo). Di poteri straordinari e di facoltà sovrumane ne aveva anche troppi. I suoi talismani, (formati grazie alla sua conoscenza delle forze della natura e servendosi della materia), avevano effetto sulle parti dell’universo, impedivano le inondazioni e gli uragani (sarebbero stati tanto utili anche adesso)! Alle accuse di magia rispondeva: “I maghi sono pseudosapienti. La loro sapienza si fonda sulla credulità e sulla stoltezza di certe persone.
      I suoi seguaci sono tutti dediti al denaro, in caccia di enormi fortune. Quale ricchezza avete visto nelle mie mani?”. La sua frequente preghiera era: “O dei, fate che io possieda poco e non desideri
      nulla!”. Si rivolgeva a tutti. Non accorreva alle porte dei ricchi, nè si insinuava presso i potenti. Era bramoso di sapere non di denaro. Diceva: “Mi sono acquistato grandi meriti nei confronti.
    5. Celibato volontario.
      Come Gesù, aveva optato per il celibato. Secondo certi calunniatori, però, avrebbe un’inclinazione ai piaceri di Afrodite e avrebbe avuto pure una delusione amorosa! Ma ciò, anche se fosse vero, non sarebbe affatto grave, visto che certi profeti, di donne e di mogli ne avevano avute anche troppe!
    6. Primo ed unico profeta vegetariano.
      Sarebbe stato l’unico profeta vegetariano nel vero senso della parola. Precisava infatti: “Per gli uomini la tarre produce ogni cosa. Ma la gente, come se non udisse le grida della terra, affila le spade contro gli animali per trarne vestimento e cibo”. Non si cibava di carne perchè “impura” e “appesantisce la mente”. E poi aborriva il sangue.
      “Quale punto di stoltezza avrei toccato”, diceva, “se mi rendessi colpevole di sangue … In questo caso anche la voce di dio mi abbandonerebbe come un essere impuro!”. Apprezzava Esopo perchè “la sua opera attirava sugli animali il favore e l’interesse degli uomini” e inoltre “le sue storie guidavano verso la sapienza!”. Intrecciava il vimine per farsene calzature. Si nutriva di frutta secca e verdure, di asfodelo, di leccornie pure. Rifiutava le vesti fatte con pelli d’animale. Si vestiva di un abito di lino dicendo: “E’ puro dormire coperti da esso. Le predizioni che accordano i sogni sono più veritiere per chi vive come me.”.
    7. Morte o scomparsa.
      Da nessuna parte si trova la sua tomba. Durante tutta la sua vita avrebbe pronunciato spesso la seguente frase: “Vivi senza metterti in vista e se non ci riesci, evita di metterti in vista quando muori!”.
    8. Personalità di Apollonio.
      Non ha mai predicato la guerra, la violenza. La purezza della sua vita e la nobiltà del suo insegnamento, la sua personalità morale hanno impressionato un po’ tutti.
      “Seppe trovare dovunque qualcosa da apprendere e ne trasse profitto per diventare sempre migliore.”. “Avendo conosciuto tante genti, tanti paesi, tante fedi religiose, era arrivato ad una concezione suprema della divinità. Era in anticipo sui tempi.”. Affermava che “i fondamenti della vera sapienza …. concedono di non essere soggetti alla tirannide.”. Quando Domiziano dichiara di assolverlo ma vuole trattenerlo presso di sè, egli scompare prodigiosamente, sottraendosi al suo potere. Alla rivendicazione della libertà spirituale corrisponde la liberazione fisica! Questo era l’esito supremo del progresso di Apollonio verso la sapienza!
    9. Libertà.
      Apollonio affermava: “In Assiria e nel paese dei Medi, i tiranni sono oggetto di adorazione perchè là non esiste un alto ideale della libertà. La libertà è la meta suprema del sapiente. Ai sapienti s’addice piuttosto di morire per gli ideali a cui sono dedicati. Essi li praticano grazie alla loro forza d’animo e aloro coraggio. In difesa di questi principi, se vengono violati, il sapiente affronti il fuoco, affronti la scure!…”.
    10. Lotta ai tiranni, alle tirannidi.
      La sua sapienza consisteva nella libertà di parola. Si levava contro le ingiustizie dei potenti, dei tiranni. Visto il malgoverno di Domiziano, gli si schierò contro, nello stesso spirito con cui si era opposto a Nerone. Dimostrava che la forza dei tiranni non è immortale. Diceva la verità e non si lasciava atterrire da nessuno. “Ho visto belve di ogni genere; ma di questa fiera che la gente chiama ‘tiranno, animale politico’, ignoro quante teste abbia … Ci sono …. certi uomini, così vili, pronti a mettere in potere del tiranno anche le persone più care … Gente dissoluta, i perversi, gli sfruttatori, gli invidiosi che insultano i virtuosi, gli adulatori che elogiano i malvagi, i delatori, i calunniatori che si comprano e si vendono, sovrappongono male su male … Per colpa loro pure la democrazia si trasformerà in una tirannide…”. “Ci sono due tipi di tirannidi. Le prime, come quella di Nerone, mandano a morte senza processo. Le seconde, come quelle di Tiberio, dopo aver tratto le vittime in tribunale. Entrambi i tipi sono funesti… Se sfuggissi al processo che riguarda me …. in quale luogo della terra potrei apparire innocente?” Quando, per paura di Nerone, i compagni di Apollonio, si ridussero da 34 a 8 e lasciarono la filosofia, egli disse: “Il dio che ha concesso a Nerone di ispirare paura, a me ha concesso di non provarla! … Morire per accuse simulate contro ogni verità e offrire al tiranno l’occasione di apparire sapiente, è un guaio maggiore!… Se al tiranno appartiene tutto il mondo, è più nobile morire allo scoperto che vivere nascosti!… Il sapiente che ben si conosce e ha sempre al suo fianco la propria ragione, non deve temere ciò che sbigottisce la gente … Un autentico uomo non muterà la propria natura, nè si lascerà ridurre in schiavitù! ….”.
    11. Accuse contro Apollonio.
      Sono svariate e numerose. Attaccano anche il suo abbigliamento e in genere il suo modo di vivere che assieme alle sue predizioni l’avrebbero condotto alla ribellione contro l’imperatore.
    12. Processo.
      Il fatto che fosse venuto, sfidando l’imperatore Domiziano che lo voleva comunque condannare, ad affrontare il processo ed il pericolo in difesa di altri uomini, gli aveva conciliato il favore anche di quelli che prima lo criticavano. Apollonio, grazie alle sue parole e all’immagine che seppe dare di sè, sortì dal giudizio avendo incriminato il sovrano piuttosto che riuscire incriminato se stesso.
      Disse poi: “Il tiranno ha sempre ascoltato i discorsi che lo adulavano, e ora ha sentito chi lo critica. Vicende simili spezzano la natura dei tiranni, e li rendono furiosi.”.

È un vero peccato che abbia perso la gara, il partito di Apollonio di Tiana, l’unico candidato-profeta grazie al quale l’umanità avrebbe avuto, anche, la “Religione della Libertà” e quindi una nuova dimensione pure della religione: quella della difesa della libertà contro i tiranni, contro le tirannidi, contro le dittature (anche religiose)!

Prof. Tanış Asım

* Vita di Apollonio di Tiana” di Filostrato,a cura di Dario Del Corno, 1978, Milano.

** L’Islamismo”, Toufic Fahd – Alessandro Bausani, a cura di Henri-Charles Puech, 1991, Bari.

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